La Grande Bellezza

Image

Nei primi 5 minuti di film, uno schiaffo sonoro allo spettatore italiano.

Eccola qua la vostra Italia, non proprio sbattuta in faccia,  perché in realtà la sensazione è decisamente più elegante… Ma scuote, eccome.
La Bellezza del nostro patrimonio artistico, la delicatezza del suono e la leggiadrìa dei colori e delle forme. Un mondo di quasi silenzio, come si ricorda poi alla fine, perchè l’emozione è nel silenzio.
Una Bellezza insomma secolare, immanente.
E poi sbam! Le feste, il rumore della musica assordante, tanto per non sentire (l’emozione), i giovani tristi che parlano di una quantità incredibile di aria fritta, i meno giovani che vogliono fare gli ancor più giovani, gonfi e infilati dentro abiti succinti, da cui le carni escono in modo quasi depravato. I discorsi finto impegnati, le citazioni che riempiono le bocche, l’alcool che riempie la testa, la droga che svuota l’anima.
La Grande Bellezza dà fastidio agli italiani. Leggo ovunque commenti indignati.
Ma come, ci si chiede, questo film ha vinto l’Oscar? Ma allora…
Se solo fossimo capaci una volta tanto di fronteggiare la realtà. Ma no, agli italiani di cui sopra non piace essere criticati e nemmeno rappresentati, piace essere presi in giro. Agli italiani piace Zalone che sempre rappresenta la pochezza italiana, ma lo fa in modo diverso. Ride di se stesso, bonariamente… e ci fa ridere con lui. Non ci fa riflettere. Giustifica.
È come dire, ma si, siamo così, siamo (diventati) così, ma siamo così simpatici… perciò tutto ci è perdonato.
E invece Sorrentino ci mostra veramente come siamo, e alla fine non ridi affatto, anzi piangi.
Non siamo nemmeno capaci di cogliere un barlume di messaggio in questo film che è un capolavoro.
Perchè il messaggio sfugge, e non perchè siamo tutti rincoglioniti. No.
Il messaggio sfugge perchè nel momento in cui pensi di averlo afferrato, ecco che l’inquadratura, la frase successiva, il film intero, te ne mostra un altro da rincorrere.
La sintassi usata da Sorrentino è elegante, è asciutta. Le immagini sono luminose,  tranquillizzanti e al tempo stesso destabilizzanti.
Il ritmo non è quello a cui siamo abituati, La Grande Bellezza ti impone di ascoltare e guardare attentamente, non ti massacra la mente con i luoghi comuni e le grasse risate, che nulla hanno infine di grasso se non l’unto che lasciano intorno a sè.
Complimenti, signori, un’altra buona occasione per perdere quello che di buono il nostro paese ha ancora (forse). Perchè auguro al sig. Sorrentino e al meraviglioso Servillo di correre presto altrove.

Un commento

  1. ..ottima interpretazione del film, che a sua volta ottimamente rappresenta la decadente situazione che stiamo vivendo qui in Italia, dove siamo ormai troppo abituati alle cose spicciole, alla superficialità, alla mancanza di spirito critico ed alla profondità delle cose.
    non mi sorprendo del fatto che il film sia stato ampiamente criticato…proprio poco fa ho letto, su un sito di discussioni, che il merito dell’oscar va al produttore……

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.