Storia triste all’italiana

E’ notizia di questi giorni la polemica sul programma di Paola Perego, presto chiuso, “Parliamone…sabato” in onda su Raiuno. Non ho visto il programma, devo dire la verità, ma il giorno seguente i contenuti incriminati erano già virali:

fidanzata est-2

Non essendo la Perego una comica, e non potendo chiamare in causa la satira, penso che tutto ciò si commenti da solo. Non solo la xenofoba presentazione “la minaccia viene dall’est”, ma addirittura i punti ben evidenziati sullo schermo, come se fossero dati empirici e riscontrabili, beh, a me viene un pò da ridere. Infatti, da donna non mi arrabbio. Io credo che questo fatto abbia suscitato persino troppe polemiche. Signore mie, in fondo, ritenevate meno offensive le ragazze Coccodé di Colpo Grosso? Abbiamo ben altro di cui lamentarci, nella TV nostrana, che non saltare sempre sù quando si parla delle “altre”.

Io sono d’accordo con Selvaggia Lucarelli, che tuona da Twitter “Indigna di più un talk fesso della Perego che un selfie sorridente di un nostro senatore col genocida Assad. Che mestizia” Eh si, viene da chiedersi, ma noi questo signor Antonio Razzi  lo mandiamo in giro a nostro nome? Si, lo abbiamo persino mandato da Kim Jong-un. Quindi perché non visitare anche Assad, e cercare di trovare una soluzione di pace, con tanto di selfie. Ma il nostro senatore, anziché trovarsi impegnato nelle delicate operazioni diplomatiche, si risente con Selvaggia  e ne viene fuori un teatrino frutto della miglior commedia all’italiana:

Con il senatore Razzi che scivola sempre più giù nella Caporetto della lingua italiana. Speriamo che non mi legga, chissà cosa gli può venire in mente con Caporetto! Se non fossero tweet partiti direttamente dall’account del Senatore Razzi, leggendo ha con l’acca e la noiosa rotorica, potremmo quasi pensare che dietro ci sia Maurizio Crozza con la sua insuperabile imitazione del Senatore. Forse rotorica non l’avrebbe pensata nemmeno Crozza. E invece no… non è il programma di Crozza, questo. E’ un senatore della Repubblica Italiana. Dalla Perego e le donne dell’Est, a Razzi, che se fosse vivo Hitler sai che bei selfie, alla monarchia dell’ignoranza, che se provi a dire a qualcuno che non sa parlare la sua lingua, vieni tacciato di snobismo, di noia, addirittura di superficialità, “perché non sono cose importanti, queste”.

“Che forse non saprò bene l’itagliano ma o studiato alla scuola della vita, io! Buongiorno, kaffèèèè??”

Fine della storia triste all’italiana.

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