Renzi e “come salto sù ad ogni treno che passa”

Come facciamo noi a sapere tutto quello che sappiamo di un passato molto, molto remoto, parliamo di migliaia di anni fa? I racconti tramandati. Dapprima oralmente, poi per iscritto. Insomma, le fonti. E’ questa la clamorosa (manco tanto) riflessione che ho fatto oggi, pensando che forse, tra mille anni, qualcuno guarderà questa foto, così come è stata pubblicata sulla pagina Facebook Matteo Renzi News :

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E cosa penserà? Il fatto è che da questa immagine si possono tirare fuori un sacco di informazioni, se non si conosce bene la volpe di sinistra (ops! Matteo Renzi a sinistra per l’unica volta in vita sua) , ma solo considerando che queste due facce sono personaggi politici europei del 2017. Eccone giusto un pò:

  • Renzi e Macron condividono lo stesso schieramento politico (falso, nemmeno la stessa ideologia, probabilmente)
  • Renzi e Macron sono due presidenti eletti (falso, manco si possono paragonare le due forme di governo di Italia e Francia, se anche ancora Renzi fosse Presidente del Consiglio)
  • Renzi è stato eletto addirittura con una percentuale più alta di quella di Macron (falsissimo ma soprattutto FUORVIANTE)
  • Renzi e Macron hanno due belle facce (falso, ci sono più filtri in questa foto che in un pacco di sigarette)

Ed ecco quali sono le verità:

Matteo Renzi, ex Presidente del Consiglio italiano in carica fino a dicembre 2016 e neoeletto segretario del Partito Democratico, fa di tutto per professarsi di sinistra, così come dovrebbe essere il suo partito, almeno in origine, ma i fatti, i pensieri, le azioni, lo contraddicono ad ogni istante. Non è un problema, Matteo, rilassati: la verità è che, populismo a parte (Dio ce ne scampi!), non esistono più le ideologie, le ideologie sono morte. Destra e sinistra, così come ne parlavamo negli anni ’70, sono defunte, non esistono più.  E trovo inutile andare a profanare di continuo le loro tombe, occorre invece trovare un nuovo modo di fare politica, che esuli dalle esternazioni qualunquiste, appunto, dei populisti e che si svincoli da qualsiasi schieramento attualmente esistente. Questo, Emmanuel Macron, neoeletto presidente francese, pare averlo capito, anche se magari solo per puro caso. Per puro caso probabilmente non appartiene a nessun partito politico e per puro caso ha vinto, forse perché i francesi hanno scelto il male minore (avversaria di Macron nella corsa all’Eliseo era, lo ricordiamo, Marine Le Pen, dunque pura destra). Eppure, fatto sta che ha vinto con il 65% dei voti e che è il nuovo presidente di una Repubblica presidenziale, appunto, quella francese. Ecco, dunque, vediamo un pò quali numeri sono stati confrontati: il 65%, calcolato naturalmente sull’affluenza del 75% dei circa 47 milioni di francesi aventi diritto al voto,  ha votato Macron. Ed il 69% di Renzi, su che dato si basa? E’ il 69% dei votanti (paganti) alle primarie del PD, naturalmente, ovvero dei circa 2 milioni di persone che gli hanno permesso di essere nuovamente eletto segretario del partito, insomma, due cariche e due numeri inconfrontabili, anche soltanto per la loro natura di percentuali, ma inconfrontabili anche come voto di massa. 

Se Renzi fosse entrato in una stanza e avesse chiesto a 10 persone di votare per lui, ecco, magari avrebbe ottenuto 6,9 voti (uno era un pò indeciso, ma nemmeno troppo). Insomma, ci siamo capiti, il 69%. Ma non è che tutti i risultati si possano confrontare.

La pagina Matteo Renzi News, aggiungendo “news” al loro nome, vuol farsi passare per un qualche organo di informazione? Perché sarebbe carino, per noi contemporanei e per i posteri, far circolare informazione sana, non edulcorata, non fuorviante, che non prenda numeri a caso per confrontare persone che non si possono confrontare. Poi, se a Matteo piace Macron, e vuole cavalcare l’onda un pò come fece, e ancora fa, con Obama (date un’occhiata, sempre sulla pagina suddetta, a quante foto e informazioni sulla sua visita di questi giorni a Milano), faccia pure. Diciamo che potrebbe trovare altri metodi, soprattutto chi per lui confeziona queste tristi immagini con tanto di frase in francese. Qua l’identificazione raggiunge livelli altissimi, diventando praticamente delirio. Si parla moltissimo di strumentalizzazione, un’attività che riesce in modo ottimale su web. Associare la propria immagine a quella di qualsiasi leader vincente -almeno per un pò- non è forse cercare disperatamente di strumentalizzarla? Matteo, ti prego, ora non andare a cercarti fidanzate più agée.

 

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