Viaggio in Polonia: visitare Cracovia

Di tutto il viaggio on the road in Polonia, di cui ho iniziato a parlarvi qui, Cracovia si riserva un posto speciale, un posto dal sapore discreto, elegante, non opulento, ma molto raffinato. Una città piccola, verde, con tesori deliziosi nascosti tra le vie e alcuni scorci assolutamente affascinanti. Benvenuti a Cracovia.

Rynek Glowny - piazza del mercato a Cracovia
Rynek Glowny – Piazza del Mercato a Cracovia

Siamo arrivati a Cracovia attraverso una strada statale che da Oswiecim (dove abbiamo visitato Auschwitz, che merita, naturalmente, un post a parte), porta in città. Una piccola strada verdissima che tutto preannuncia tranne l’entrata in una città. I piccoli centri polacchi sembrano fermi nel tempo, in realtà basta fermarsi un poco per capire che qua tutto é in fermento, come già ci eravamo accorti con Wroclaw. E anche quando si entra, finalmente, dentro Cracovia, il verde continua ad accompagnare il paesaggio quasi fino in centro. Abbiamo affittato un appartamento tramite Airbnb, come avevo spiegato qui, ma questa volta non avevamo degli host ad accoglierci, abbiamo trovato un bell’appartamento tutto per noi in una zona residenziale molto tranquilla e molto vicina al centro. Era sufficiente attraversare la strada e seguire la Vistola in direzione del Castello di Wavel, che si erge maestoso su una collina che domina la città, affacciandosi sul fiume placido che attraversa la città serpeggiando tra i quartieri.

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Mi piace la Vistola, è un fiume amichevole, che scorre al tuo fianco mentre cammini: le sue rive sono ampie e comode e permettono di camminare a filo dell’acqua. Non come nelle altre città fluviali che ho visitato, i cui fiumi scorrono solitamente più in basso del suo lungofiume e le rive sono quasi inaccessibili. Ecco che giunta qua capisco tutta la scena finale, prima un pò strana per me, del libro Nella città vecchia di Israel J. Singer. Questo mi piace dei viaggi, che alimentano i libri e dai libri vengono alimentati. 

Nel prossimo viaggio è necessario continuare a seguire il corso della Vistola fino sù a Varsavia e vedere come sono le sue rive più a nord fino a tuffarsi nel Mar Baltico.

Cracovia è popolata di numerose chiese, l’amore dei polacchi per papa Wojtyla è palpabile ovunque. Ci sono statue, memoriali, cartelloni e foto sui muri delle case dove ha soggiornato o dove ha studiato. Una guida ci ha detto che papa Wojtyla è un padre per i polacchi, e come ogni padre è molto amato, ma poco ascoltato.

Rynek Glowny, la città del mercato, è il cuore di Cracovia. Una piazza dalle mille prospettive, ampia e capace di far girare la testa. Non entrerete praticamente mai dalla stessa via, gli accessi sono molti, alcuni ampi e alcuni più piccoli, a sorpresa. Attorno alla piazza, si dipanano numerose strade e tutto intorno il parco cinge il centro storico, la Città Vecchia. Nella piazza del mercato molte sono le cose da vedere, da assaporare e da annusare. Innanzitutto la bellissima Basilica di Santa Maria, che vi riserverà una sorpresa dal gusto leggendario, che io ho apprezzato e amato moltissimo, nelle serate trascorse a Cracovia. La leggenda di Hejnal Mariacki: durante le invasioni tartare, un trombettiere aveva il compito di suonare la “chiamata a raccolta” dalla torre della Basilica nella piazza del mercato.  Nel 1241 purtroppo una lancia tartara lo trafisse mentre suonava, uccidendolo, e i suoi concittadini udirono la melodia spezzarsi all’improvviso. Per ricordarlo, ad ogni ora viene suonata la stessa melodia, un trombettiere si affaccia sulla torre altissima e suona, rivolto verso i punti cardinali, interrompendosi come successe al primo sfortunato trombettiere. Così, se vi troverete nella piazza del mercato, vi capiterà di sentire questa melodia e vedere con i vostri occhi il trombettiere affacciarsi. E’ un momento in cui la piazza, gremita di gente, si ferma, e l’atmosfera è densa di storia.

Ma Rynek Glowny non è solo storia, è anche cibo, e dalle sue bancarelle si alzano profumi deliziosi. Certo è che a Cracovia non si può morire di fame, i ristoranti sono dappertutto, propongono moltissimi buoni piatti polacchi e birra, a prezzi davvero abbordabili. Ma come resistere al buon cibo di strada? Le salsicce che ho mangiato nelle bancarelle di Rynek Glowny sono tra le più buone mai provate: affumicate, speziate, succose e gustose. Per non parlare dei buonissimi pierogi, per i quali siamo stati molto fortunati: nella piazzetta accanto a Rynek Glowny, dietro la Basilica, era in corso il Festival annuale dei pierogi, perciò se pensate di andare in città, segnatevi i giorni subito prima di Ferragosto, potrete assaggiare pierogi con mille ripieni diversi.

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Le mille luci del mercato al coperto

Ma Cracovia non ha soltanto la piazza principale, potrete da qui partire e raggiungere le mura della Porta di San Floriano, tappezzate di opere d’arte e da lì, subito dopo, il Barbacane, altra fortificazione intorno al centro storico della città.

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La passeggiata a Cracovia, tra la città vecchia e Kazimierz, l’antico quartiere ebraico, racconta moltissimo. Racconta la storia, ma anche l’incontro con le altre culture, i simboli e la cultura di questa città  gioiello, come l’ambra calda e abbagliante che offre nelle sue vetrine, per tutta la città.

Girare Cracovia è facilissimo, sia a piedi, che sul tram. I biglietti hanno costi molto contenuti, e la città è servitissima ovunque. Buona notizia inoltre per i viaggiatori a 6 o 8 zampe come noi: i cani non pagano il biglietto, e sono davvero ben accetti dappertutto!

Perciò, se vi trovate lontani dalla fabbrica di Schindler, prendete subito il tram e andate a visitarla. La troverete oltre il fiume, dopo Kazimierz. Non è un memoriale dedicato a Oskar Schindler, come io credevo. E’ molto di più, e vi trascinerà in un’altra dimensione temporale. La fabbrica è infatti completamente dedicata alla ricostruzione e al racconto della Cracovia ai tempi dell’occupazione nazista. Ci sono luoghi angusti e freddi, come il ghetto, luoghi bui e inquietanti, dove sentirete voci terrorizzate, come la prigione. Ci sono i tram dell’epoca, schermi con i ricordi degli ebrei, ma non solo, anche dei polacchi e di persone di altre etnie. Troverete la storia dell’Università di Cracovia, che si oppose alla sua chiusura, come imposto dal nazismo, e la storia dei suoi coraggiosi professori e studenti che resistettero al regime e finirono arrestati. Da visitare assolutamente!

Dentro la fabbrica di Schindler:

Un ultimo consiglio che vorrei dare a chi si appresta a visitare questa città é di quello di lasciarsi prendere dal languore di Cracovia, di sedersi sulle rive della Vistola, guardare le barche passare, bere una birra polacca al tramonto, parlare con i polacchi, lasciarvi consigliare i luoghi, i sapori, i tempi, immergervi nella vita di questa città così dolce da farvi riappacificare col mondo.

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Io ci ho lasciato il cuore, si sente, eh?

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